mercoledì 6 marzo 2013

L'Episodio Pilota

A dire il vero si tratterebbe del secondo pilota, il primo sfortunatamente é andato perduto nel furto, di questo fortunatamente esisteva una versione scansionata, almeno del materiale già inchiostrato.

L'anno è (credo) il 1997/98, la stazione non è Babylon 5 :D

 
Quando non si sa cosa mettere in copertina... Foto di gruppo! :)

  
Questa dovrebbe essere un qualcosa di gassoso e "stelloso" nello spazio... 

 
Si, si vede che odio disegnare i tunnel spaziali?

 
Quando si assume un equipaggio ferengi bisogna mettere in conto alcuni problemi di disciplina.

  
Con la caratterizzaqzione dei ferengi mi sono divertito, lo confesso.

  
Ovviamente, potevano mancare i nostri rompiscatole cibernetici preferiti?

  
Come introdurre alcuni personaggi principali senza troppa fantasia.

  
Capitani della flotta, una razza sempre pronta.

  
Come realizzare un teletrasporto senza photoshop? Righine ondulate! :)

  
Ho fatto più ricerche per avere una vaga idea di che aspetto avessero i bagagli della Flotta che per molta altra attrezzatura tecnologica... si, sono da ricovero :)

  
Una delle poche immagini rimaste della prima versione della Wreck, la nave "sottosopra".

  
L'idea delle uniformi fasulle all'epoca mi sembrava un'idea interessante, oggi non più tanto...

 
I pattern borg li ho sempre detestati cordialmente.

  
Si, quando la disegnai le prime volte Owen-3 era enorme.

  
Quella finestra non potevo non usarla! :)

  
Questa versione dell'uniforme da alto ufficiale mi poaceva tantissimo, e non solo perché l'avevo ideata io.

  
Si, la versione rovesciata della Wreck sembrava più un ferro da stiro che una nave...

 
E qui le citazioni si sprecano... 

 
Nulla è più tradizionale nella Flotta del "un quarto di potenza d'impulso"!

  
E vai di evento imprevisto...

  
L'ho già detto che i pattern borg non li reggo? 

 
Oggetto del messaggio "Mamma, mamma, mamma..."

  
Onomatopee, me fate un baffo!

  
Giusto perché i borg non fossero già un problema abbastanza grave...

  
Ta-dà! Cliff-hanger!

"Dove nessuno è stato mai spedito prima"

L'idea per questo progetto amatoriale nasce nel lontano 1994, un paio di amici appassionati di gdr, fumetti e fantascienza si era appena iscritto allo Star trek Italian Club e in uno dei vari momenti di cazzeg... di "brain-storming creativo", nacque l'idea per una serie di racconti ambientati nell'universo trek, un universo "allargato" anche ad altre serie da buoni appassionati onnivori. Il nome della serie è un chiaro omaggio all'ambiente in cui nacque l'idea, senza contare che alcune "facce note" del club di allora collaborarono alla folle idea. L'idea continuò ad essere sviluppata a tempo perso fino alla realizzazione di alcune storie pilota tanto per testare i personaggi e ambientazione, fino alla "pazzia" di tentare a registrare l'audio di un piccolo corto, che poi in scrittura superò abbondantemente l'ora, in pratica un vero e proprio episodio (Il Grande Inganno) con l'intenzione di realizzare anche una versione animata, sfortunatamente di tutto quel lavoro sopravvisse solo l'audio finito e montato. L'audio è ovviamente un prodotto realizzato da appassionati, letteralmente reclutando le voci fra amici e parenti con risultati non sempre decenti, anche a livello di scrittura di alcune scene, ma venne realizzato per divertirsi e per chi lo ascoltò con effetti abbastanza esilaranti. Purtroppo nel 2000, durante una convention, ci fu una brusca interruzione nello sviluppo della serie a causa di un furto che fece andare perduta buona parte della documentazione preparatoria (disegni preparatori dei personaggi, luoghi e altro), oltre ad essere un durissimo colpo per il morale del gruppo di sviluppo, che in concomitanza con sempre meno tempo da impiegarvi e vari problemi legati a scontri diplomatici, di cui l'ambiente dei club italiani di appassionati di fantascienza fu testimone negli anni a seguire, tutti questi fattori fecero cadere nel dimenticatoio tutto il progetto. Negli ultimi anni alcuni dei temerari che vi lavorarono all'epoca stanno cercando di far ripartire, anche sfruttando la maggiore visibilità che la rete oggi può dare, nella speranza che un'iniziativa del genere possa ancora interessare a qualcuno.